Elogio della chimica organica

Alessandro Giuliani 03/05/2017

Probabilmente molti lettori di Bene comune non hanno mai avuto l’esperienza di dover sostenere un esame universitario di chimica organica. Si sono persi una delle occasioni più rasserenanti e purificatrici che ci sia dato di esperire in questa vita...

La riforma dell’ONU e L’Europa come laboratorio di “statualità sostenibile”

Antonio Papisca
18/05/2017

Pubblichiamo la sintesi di un contributo del professor Antonio Papisca - morto lo scorso 16 maggio - apparso nel volume, curato da Lino Bosio e Fabio Cucculelli, "Costrure l'unità della famiglia umana. L'orizzonte profetico del Cardinale Pietro Pavan (1903-1994). Un modo per rendere omaggio a questo compagno di viaggio del nostro cammino verso il bene comune.

Disarmo

Fabio Cucculelli29/02/2016

Il termine si riferisce alla limitazione o all’abolizione degli armamenti bellici attraverso un complesso di norme relative al loro uso. Viene accostato al concetto di non violenza e costituisce uno snodo fondamentale della nascita e dello sviluppo del movimento pacifista e non-violento

Gargano, Il grido della Terra di fronte alle ingiustizie

Valentino Bobbio 25/05/2017

Gli incontri Celimontani dello scorso anno, promossi dalle monache e dai monaci camaldolesi di Roma, hanno affrontato il tema dell’economia, ossia della produzione, dell’accaparramento e della distribuzione delle risorse. Obiettivo: verificare le indicazioni della Sacra Scrittura per costruire spazi di giustizia in cui l’economia possa rispondere ai bisogni delle persone

Intervista a Luciano Gallino: "Contro la precarietà. Una politica globale del lavoro"

Pubblichiamo di nuovo un'intervista a Luciano Gallino, scoparso lo scorso 8 novembre, apparsa su Formazione & Lavoro nel 2008. Vogliamo ricordare così uno dei più grandi sociologi italiani a cui spesso abbiamo fatto riferimento

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Luglio 2015 Chi troppo chi niente
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  • Chi troppo chi niente

    È possibile lo sviluppo a partire dalla riduzione delle diseguaglianze?
  • La ferita dello spreco

    Le soluzioni al problema dell’eccessiva diseguaglianza sono ben note. Bisogna intervenire urgentemente nel settore nevralgico della finanza: riducendo la propensione a sprecare risorse nelle speculazioni ad alta frequenza; separando banche commerciali e d’affari; tassando le transazioni finanziarie; combattendo evasione ed elusione fiscale. Ma il punto chiave da cui partire rimane quello dello squilibrio tra imprese transnazionali, Stati e cittadini
  • Disuguaglianza senza crescita

    Alcuni dei principali istituti di ricerca del mondo, usando modelli econometrici anche molto sofisticati, dimostrano che le diseguaglianze inibiscono non solo processi di crescita sociale ma anche economica. Ed allora perché a fronte dell’evidenza, tale assioma non si traduce in politiche di contrasto alla diseguaglianza, visto che l’obbiettivo condiviso è la crescita?
  • La sicurezza senza giustizia è illusione

    Una democrazia non può accettare che le differenze economiche e sociali fra i cittadini si traducano in limiti sostanziali allo sviluppo della loro personalità e alla partecipazione alla vita della comunità alla quale appartengono. Per questo abbiamo bisogno di un'educazione alla disuguaglianza sostenibile perché questa contribuisce a produrre più ricchezza per tutti. E di una politica contro le disuguaglianze intollerabili che sia finalmente efficace e credibile.
  • Un sviluppo integrale

    Negli ultimi decenni si è verificato un progressivo aumento della polarizzazione dei redditi e un approfondimento delle disuguaglianze sociali in molti Paesi. E questo è avvenuto anche in Italia dove esiste da sempre un forte divario territoriale tra le aree del Centro-Nord e quelle del Mezzogiorno. Per superare questa situazione il nodo da sciogliere rimane quello dell’assenza di leadership economiche e politiche capaci di assumersi il compito del cambiamento. Ad ogni livello
  • Un pensiero sull'esclusione

    L’esperienza dell'essere esclusi permea le nostre relazioni e la vita quotidiana. Oggi, di questo fenomeno, se ne parla spesso collegandolo alla parola disuguaglianza, ma l’esclusione ci sarà sempre: è una paura innata che accompagna l’uomo. Questa forma di disuguaglianza si può rimuovere? Si, a patto che ognuno realizzi una piena assunzione di responsabilità sociale e civile denunciando ciò che non funziona e cambiando le proprie idee e i modi di interpretare il mondo
  • La lezione non appresa dal passato

    Se la diseguaglianza è frutto di scelte politiche ed economiche è possibile contrastarla attraverso un'azione che crei una vasta alleanza di una pluralità di attori. Consapevoli che non esistono soluzioni facili a problemi così complessi è possibile avanzare proposte per aprire un dibattito pubblico che favorisca una mobilitazione dei cittadini. E' quello che Oxfam sta facendo attraverso l'individuazione di azioni concrete relative a: sviluppo e cooperazione, lavoro e welfare, fisco
  • In rete


  • Diseguaglianze perchè?

    Le diseguaglianze sono in larga misura il risultato delle scelte politiche: il fatto che in alcuni paesi ci siano più o meno diseguaglianze e opportunità, che in alcuni paesi aumenti mentre in altri no, non deriva dal fatto che i mercati o le leggi economiche funzionino diversamente ma dipende dalla cornice istituzionale e sociale esistente che consente di favorire o contrastare la diseguaglianza. Ogni decisione politica contribuisce a disegnare diversamente la distribuzione della ricchezza e delle opportunità.
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