Abbiamo appreso di recente dalla stampa che le celebrazioni dell’anniversario della breccia di Porta Pia – che avvenne il 20 settembre di 140 anni fa – sono state precedute da ben dieci mesi di trattative tra il sindaco di Roma, Gianni Alemanno e il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato del Vaticano. Si sarebbe convenuto su un programma che facesse memoria dell’evento evitando però toni provocatori e accenti anticlericali, come richiesto peraltro dal Quirinale.
Adempiendo all’obbligo imposto dall’art. 2, comma 6, della l. 5 maggio 2009, n. 42, lo scorso 30 giugno il Governo ha presentato al Parlamento la Relazione sul federalismo fiscale che comprende un quadro generale del finanziamento degli enti territoriali e ipotesi di distribuzione delle risorse fra i vari livelli di governo. La Relazione assolve egregiamente la prima funzione, descrivendo compiutamente le cause e gli effetti negativi prodotti dalla centralizzazione della finanza pubblica.
Dopo tanti mal di pancia e tante trattative, nella notte tra domenica 9 e lunedì 10 maggio è stato varato il piano di salvataggio per far uscire l'area euro dalle tempeste di mercati in burrasca. I tedeschi, alla fine, hanno approvato il piano. I leader europei hanno applaudito al senso di responsabilità della Cancelliera Merkel, ma a lei spetta anche l'onere di affrontare un'opinione pubblica interna molto critica sull'idea di correre in soccorso delle cicale greche, portoghesi, spagnole....
Inaugurando i festeggiamenti per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha affermato con forza che ricordare il passato della nostra Nazione “non è tempo perso, né uno spreco di denaro” ma un atto di orgoglio e di fierezza, senza retorica, di cui il Paese ha assoluto bisogno.
Pur non volendo addentrarci nell’analisi della recente competizione elettorale, riteniamo opportuno accennare ad alcune questioni, utili per leggere questo momento della vita politica del nostro Paese. È certamente da rilevare l’aumentata quota dei non votanti, che mi pare segnali una progressiva sfiducia nei confronti della politica. L’ombra dell’antipolitica si allarga, congiuntamente alla crescita dei partiti che hanno una forte componente territoriale, o che provano a cavalcare l’onda lunga della radicalizzazione dello scontro istituzionale.
