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Elezioni amministrative: qualcosa non va

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Disarmo

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Zerai e Carrisi, La testimonianza di Padre Mosč

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Intervista a Luciano Gallino: "Contro la precarietą. Una politica globale del lavoro"

Pubblichiamo di nuovo un'intervista a Luciano Gallino, scoparso lo scorso 8 novembre, apparsa su Formazione & Lavoro nel 2008. Vogliamo ricordare così uno dei più grandi sociologi italiani a cui spesso abbiamo fatto riferimento

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A che punto č la notte?

La religione del nostro tempo ha come unico e incontrastato dio l’ego, orgogliosamente autosufficiente e superbo, che cerca nel supermercato delle sciocchezze la cura più congeniale. E' tempo che scienza e fede - come due sorelle per troppo tempo in lite - si uniscano per combattere il vero nemico...

M è un amico fraterno, un uomo di solida fede e un eccellente medico e scienziato. Un medico come quelli di una volta aggiungerei, uno che vive la sua arte come una missione e che si prende carico del paziente nella sua integrità di persona. M è un oncologo e quindi si trova da tanti anni a occupare quella particolarissima trincea in cui l’ala incombente della morte rende tutto più drammatico ma anche più chiaro e tragicamente semplice.

Per questo credo sia importante mettervi a parte della condivisione che M, con grande amarezza, mi ha regalato stamattina, ha a che vedere con alcuni aspetti della profonda notte della ragione che aleggia sulle nostre terre.

Non si contano più, mi assicura M, i pazienti che arrivano da lui in condizioni disperate (quando invece in molti casi si sarebbero potuti salvare) in quanto avevano preferito, piuttosto che affidarsi alle cure mediche, seguire oscure vie sincretiche poste tra meditazione, autocoscienza e scientismo.

I colloqui sembrano avere uno schema fisso, così la colta signora sessantenne che si presenta con un cancro ormai incurabile alla mammella, risponde ad M che sconcertato la interroga:

Ma perché tre anni fa non si è operata di quel nodulo come invece le avevo consigliato di fare?’,

‘Vede Professore, la mia mente, la mia interiorità, mi aveva consigliato di prendere coscienza del mio male, piuttosto che abbandonarmi supinamente ai consigli della medicina ufficiale. Poi io credo nelle teorie del prof. H per cui il tumore non è altro che il segno esteriore di uno sbilanciamento psichico, come anche evidente dagli studi sulla risonanza magnetica del cervello .. per cui ho preferito lasciare la città e ritirarmi nella mia casa sull’Appennino Tosco-Emiliano e ritrovare me stessa attraverso la cura dell’orto’.

O, la malata di leucemia (malattia che, se presa in tempo, guarisce nel 90% dei casi): ‘E’ ormai dimostrato che la meditazione Yoga unita ad impacchi di ricotta calda è sufficiente a ristabilire l’equilibrio delle cellule…

E’ la religione del nostro tempo, il cui unico e incontrastato dio è l’ego orgogliosamente autosufficiente (‘..la mia interiorità,.. abbandonarmi supinamente..), lo stesso superbo ego che cerca nel supermercato delle sciocchezze (paurosamente gonfiato dal web) la cura più congeniale (..le teorie del prof. H) così come la sua religione fai-da-te.

E quello che più aggrada alla crescente popolazione di semicolti europei ha sempre gli stessi ingredienti, lo stesso cocktail velenoso composto da: una parte di filosofia orientale (la meditazione Yoga), una parte di orgogliosa autodeterminazione e una parte di scienza da divulgazione giornalistica (la risonanza magnetica del cervello), una spruzzata di tradizione contadina (la ricotta) e aggiunta a piacere di psicologia. Che cosa avrebbero pensato i positivisti di fine Ottocento, che intravedevano il trionfo della scienza (intesa come livello massimo della ragione) sulla religione e le superstizioni, di questo oscuro e irrazionale coacervo di banalità?

Eccola la religione del nostro tempo, non dissimile dagli oscuri riti delle matrone della Roma imperiale descritti da Giovenale e da Apuleio. Ciò che manca, allora come ora, è la fede sia in Dio che nel medico che mi sta di fronte a cui mi vergogno di chiedere aiuto. Allora come ora sono le donne (molto più spesso quelle colte di quelle semplici e questo marca una netta differenza con la situazione del secolo scorso) le vittime d’elezione di questo veleno. Un potentissimo indottrinamento sul potere taumaturgico della tecnologia, sull’imprescindibile necessità di non dipendere da nessuno, lo strano odio per tutto ciò che è la nostra tradizione culturale unito all’amore incondizionato per l’esotico che coinvolgono scuola, università, mezzi di comunicazione, pompa questo veleno nel corpo sociale.

M è stanco, ma comunque continua a riconoscere nei suoi pazienti qualcuno per cui Cristo ha ritenuto valesse la pena sacrificarsi…e va avanti.

M è stanco, ma conviene con me che, come due sorelle per troppo tempo in lite a causa di un malinteso, è tempo che la scienza e la fede si uniscano per combattere il vero nemico alla porta.

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