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Disarmo

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Zerai e Carrisi, La testimonianza di Padre Mosč

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In questo libro, scritto con il giornalista Giuseppe Carrisi, Padre Mosè (Abba Mussie) racconta la sua vita mescolandola al destino dei migranti in fuga da guerra, fame e violenza. Un racconto dettagliato che ci consente di allargare la nostra visuale su molti drammi migratori dei nostri tempi. Un ibro che scuote le coscienze, emoziona e fa riflettere...

Intervista a Luciano Gallino: "Contro la precarietą. Una politica globale del lavoro"

Pubblichiamo di nuovo un'intervista a Luciano Gallino, scoparso lo scorso 8 novembre, apparsa su Formazione & Lavoro nel 2008. Vogliamo ricordare così uno dei più grandi sociologi italiani a cui spesso abbiamo fatto riferimento

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Orientarsi

Credo che molti lettori siano stati colpiti dalla notizia del piccolo delfino arrivato su una spiaggia argentina e ucciso dalla smania dei turisti accolti in frotte per fare un selfie con in mano il povero animale...

Credo che molti lettori di Benecomune siano stati, come me, colpiti da una notizia apparsa pochi giorni fa su tutti i mezzi di informazione. Parlo del caso del piccolo delfino arrivato su una spiaggia argentina e ucciso dalla smania dei turisti accolti in frotte per fare un selfie con in mano il povero animale senza che nessuno abbia avuto il pensiero di rimetterlo in mare e quindi condannandolo a una morte per disidratazione.

E’ una storia emblematica: a me ha fatto venire in mente un sacrificio di quelli in voga nel paganesimo: l’animale immolato alla divinità, che in questo caso era evidentemente l’io (Non avrai altro Dio all’infuori di te..). Un furore che inibiva la ragione degli uomini, immagine plastica della religione idolatrica del nostro tempo. Ma la lettura poteva anche essere (e in molti commenti lo è stata) quella di una prova della manifesta ferocia e stupidità dell’uomo che si rivolge proprio contro uno (insieme al cane e allo scimpanzè) dei tre animali totem del moderno paganesimo: il delfino. Proprio il delfino che ci viene suggerito essere animale di intelligenza pari e forse superiore a quella umana e immensamente più buono e socievole (i pescatori calabresi e siciliani che se ne vedono devastate le reti da pesca non hanno ovviamente voce in capitolo essendo per definizione residui in via di sparizione ..).

Quindi la stessa storia, di forte impatto emotivo, si situava su un crinale scivolosissimo: una presa di posizione verso il pessimismo (l’uomo è il cancro del pianeta) portava verso il nichilismo gnostico, una posizione di speranza (attenti alla tentazione della superbia) verso un grido d’allarme.

Peccato (o meglio per fortuna) che, molto probabilmente, la notizia fosse falsa. Il che ci spinge a un supplemento di riflessione: un tempo la frase ‘l’ha detto la televisione’ era sinonimo, per la gran maggioranza di italiani, di ‘notizia affidabile’, ora la frase ‘l’ho letto su internet’ confina con ‘è molto probabile che sia falso o quanto meno esagerato’.

Il fondamento della democrazia, farsi una opinione su notizie attendibili, è eroso da tempo…per capirci qualcosa, come in tutte le ere di mezzo (meglio di Medio Evo che evoca un riflesso di ripulsa quando invece era un’epoca di grande civiltà e cultura) l’unica risorsa per avere informazioni serie è l’incontro con un pellegrino per via con cui abbiamo condiviso il nostro pane.

Il motivo poi per cui si lancino strane e ambigue parabole come la storia del delfino è aldilà della mia comprensione, anche se sarebbe bello e importante saperlo.

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