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Mano visibile

Accordo TTIP: le multinazionali manovrano contro i diritti dei cittadini?

1/2015

Qualcosa di personale

I partiti e la democrazia nelle mani dei leader

12/2014

Nelle mani giuste

Riabilitare il lavoro manuale e la formazione professionale

11/2014

R.I.P. Riposi in pace. Amen

Per risvegliare una cultura della pace

10/2014

Per un pugno di euro

È difficile colpire la corruzione in Italia

9/2014

Start (me) up

Innovare, creare e generare lavoro buono e giusto

Numero 07-08/2014

Qualcosa del genere

Per non essere approssimativi sulle differenze tra maschi e femmine

Numero 06/2014

Testa o croce?

L'euro tra buone ragioni e contestazioni

Numero 5/2014

Non gioco più...

Cittadini mobilitati contro il gioco d'azzardo

Numero 4/2014

Diverso come me

Lo straniero è qualcosa d'Altro?

Numero 3/2014

Che Casinò!

Quando l'economia è ridotta a un casinò vuol dire che le cose non vanno affatto bene (J.M. Keynes)

Numero 2/2014

Stato di necessità: accampato su una fiat 500

Stato di necessità

Lo Stato italiano non dispone ancora di una misura di contrasto della povertà

Numero 1/2014

Del Porcellum non si butta via niente

Riflessioni sulla legge elettorale

Numero 0/2013

  • Direzione opposta e contraria

    Leonardo Becchetti - Gabriele Mandolesi 12/01/2015

    In un contesto dominato da lobby in grado di influenzare le politiche mondiali, perchè siglare un accordo che lega ancora di più le mani agli Stati togliendo loro la possibilità di autodeterminarsi e di proteggere i cittadini o il patrimonio ambientale in nome della tutela dei profitti delle corporations? Il TTIP è il contrario di ciò di cui abbiamo bisogno in un momento in cui è la questione fondamentale per la sostenibilità dello sviluppo è lo squilibrio dei poteri tra stati, cittadini e imprese. Per questo bisogna mobitarsi

  • TTIP: rivoluzione trasparenza?

    Monica Di Sisto 12/01/2015

    Il Ttip è un attacco senza precedenti alla sovranità nazionale, ed a qualunque sovranità europea volessimo pure rafforzare in futuro. Un attacco subdolo, perché operato per via commerciale. E’ questo, prima di ogni cosa, il motivo per fermare questo accordo. La Commissione europea lo scorso 7 gennaio ha dichiarato avviata la “rivoluzione trasparenza” rispetto a questo negoziato transatlantico. Un grande risultato per la società civile, che da oltre un anno si batte per il diritto d'informazione.

  • Gli accordi commerciali tra opportunità e responsabilità

    Osea Giuntella 12/01/2015

    Purtroppo finora in Europa non c’è stato un dibattito serio sul TTIP. La discussione in Italia ha spesso esaltato alcuni pregiudizi anti-mercato, sottovalutando gli importanti benefici che un trattato ambizioso potrebbe portare e confondendo la giusta tutela della sicurezza con un mero protezionismo commerciale. Rinunciare a priori a giocare una partita politica, tanto difficile, quanto fondamentale per la crescita sarebbe una grande sconfitta per tutti.

  • Rifondare il mercato globale

    Giuseppe De Marzo 12/01/2015

    Ci aspetta un compito quanto necessario e appassionante: rifondare il mercato globale e la stessa idea di sviluppo con l’obiettivo di promuovere e garantire giustizia sociale, ambientale e sostenibilità ecologica. Serve una nuova etica da porre al centro delle nostre relazioni. Una sfida sulla quale sono impegnati i movimenti della società civile

  • Affari senza confini, ma barriere a leggi e diritti

    Stefano Tassinari 12/01/2015

    L'obiettivo dichiarato di questo accordo é soprattutto l'abbattimento di quei vincoli non rappresentati da dazi, ma da regole e criteri che ogni nazione o comunità fissa per orientare la concorrenza su come, che cosa e a quale fine deve realizzarsi, a salvaguardia dei cittadini e della società. Viene da pensare che l'unico criterio e norma sulla quale impostare la concorrenza la facciano solo i soldi e non un insieme di fattori volti a una reale crescita individuale e collettiva, veramente globale.

 
In rete

Intervista a LUCIANO GALLINO

 

L'inadeguata opposizione tra scienza e fede

Alessandro Giuliani 19/01/2015

Il primo sorso della scienza ti fa ateo, ma in fondo al bicchiere c’è Dio’....

Stato e Regioni: una collaborazione necessaria

Maurizio Sorcioni 30/01/2015

Il disegno di legge di riforma della seconda parte della Costituzione, in discussione alla Camera, si è arricchito di un nuovo importante elemento distintivo che attribuisce allo Stato competenze esclusive non solo sulla tutela e sicurezza sul lavoro ma anche sulle politiche attive, modificando l’attuale modello di governance delle politiche del lavoro. L'auspicio è che finalmente Stato e Regioni comincino a collaborare fattivamente. 

Populismo

Fabio Cucculelli07/01/2015

E' un atteggiamento culturale e politico che esalta il popolo. Le sue varianti sono molte e, per riconoscerle, si deve osservare l'aggettivo che accompagna: ci può essere un populismo democratico, costituzionale, autoritario. È una "ideologia del popolo" compatibile con basi sociali, dottrine politiche e regimi differenti, che, grazie all'uso dei mass-media, ha modificato in modo radicale la vita democratica

Franco Cassano, riscoprire il popolo

Roberto Rossini 28/01/2015

La sinistra non trova più una sua collocazione. Il vento è contro. La globalizzazione ha cambiato gli attori in campo e sono cambiate anche le regole e i sogni collettivi. Di fronte a questo scenario, la sinistra ha assunto un atteggiamento difensivo che rischia di farla implodere. La sfida è che ha di fronte è quella di ritrovare un compito: la ricostruzione di un popolo.

Alici: "Una politica più attenta alla qualità delle relazioni"

Proponiamo l'intervista a Luigi Alici realizzata da Anna Piuzzi il 25 ottobre 2014 nell'ambito delle lezioni promosse dalla SPES e pubblicata su "la Vita cattolica" di Udine.